Dopo la medaglia di Bronzo vinta da Lucilla Boari durante le finali individuali femminili disputatesi ieri a Tokyo, oggi è arrivata la vittoria di un altro atleta lombardo: Mauro Nespoli ha vinto la medaglia d’Argento, cedendo in finale al giovane turco Mete Gazoz per 4-6.

Un altro record storico per gli arcieri Azzurri: è la prima volta che la Nazionale porta a casa due medaglie individuali ai Giochi Olimpici.

Mauro si è avvicinato per caso al tiro con l’arco durante una vacanza all’Aprica e da allora non ha mai smesso di allenarsi, prima con gli Arcieri DLF Voghera e poi entrando a far parte del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare. Questa  per lui è la quarta partecipazione alle Olimpiadi ed è il primo risultato individuale, dopo la medaglia d’Argento a squadre vinta ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 e la medaglia d’Oro a squadre vinta a Londra 2012.

Abbiamo sperato fino all’ultima freccia nell’Oro, ma questo risultato è comunque una grande vittoria. A nome del Presidente del Comitato Regionale FITARCO Lombardia, di tutto il Consiglio e di tutte le società lombarde, all’atleta di Voghera vanno i nostri più sentiti complimenti. GRAZIE MAURO!

LA GARA
Per quanto riguarda il suo percorso di gara, quella odierna è stata una cavalcata travolgente fin dal primo match del mattino, ma che era cominciata lo scorso martedì, quando aveva superato ai 32esimi Ravnikar (Slo) 6-0 e ai 16esimi Gankin (Kaz) 6-2. Oggi è stato il primo ad andare sulla linea di tiro alle 9,00 del mattino, dopo una nottata non proprio tranquilla. Agli ottavi aveva di fronte il brasiliano Marcus D’Almeida, che ha superato con grande decisione, vincendo il match con un netto 6-0, tirando 9 frecce tutte nel giallo. Questi i parziali: 29-28, 28-26, 29-25. Ai quarti di finale il suo sfidante è stato il tedesco Florian Unruh che, dopo aver eliminato mercoledì il giovane sudcoreano Kim, n.1 in ranking, ha avuto la meglio sul canadese Crispin Duenas per 6-2. Nel match del pomeriggio con Unruh Mauro Nespoli è rientrato dentro la sua bolla vincente. Con il suo arco da 62 libbre, il più alto di tutti gli arcieri in gara, si è portato a casa l’accesso alla semifinale vincendo 6-4, costruendo la vittoria freccia dopo freccia, con i seguenti parziali: 28-28, 26-29, 29-28, 28-26 e 27-27.
Poi è arrivata la semifinale con il giovane ma già vincente cinese di Taipei, Tang Chih-Chun: anche qui l’azzurro ha fatto valere la sua esperienza portandosi a casa l’accesso per la finalissima con una prova di grande costanza e precisione. Nespoli ha concesso all’asiatico, che aveva battuto in precedenza 6-4 il campione del mondo sudcoreano Kim Woojin, solamente il secondo set: l’azzurro si è imposto 6-2 con i parziali 29-27, 28-30, 28-27 e il decisivo 29-28.

LA FINALE
Infine, dopo questo turbinio di emozioni, è arrivato il momento del match decisivo. Quella con il 22enne turco Mete Gazoz è stata una vera e propria battaglia di nervi, giocata freccia su freccia. L’atleta turco era arrivato in finale forte della vittoria ai quarti sul n.1 al mondo Brady Ellison (Usa), che veniva dato come favorito, ha poi battuto 7-3 in semifinale l’atleta di casa Furokawa, che ha poi vinto il bronzo con Tang per 7-3. La sfrontatezza di Gazoz e la sua capacità di mantenere fiducia in se stesso anche nei momenti di massima pressione, grazie anche all’esperienza olimpica già maturata a Rio 2016, gli hanno permesso di tenere testa a un Nespoli mai rinunciatario. L’azzurro si è portato avanti sul 2-0 vincendo il primo set 29-26. Nella seconda volée Mauro potrebbe portarsi sul 4-0, gli servirebbe un 10 all’ultima freccia per riuscirci, invece arriva il 9 che gli fa pareggiare il set 28-28: si va sul 3-1 e Gazoz riprende subito fiducia stringendo la sua rosata. Nel terzo set arriva il primo 8 di Nespoli, che permette al turco di pareggiare: si va sul 3-3 col parziale di 26-27 e si resta in parità, sul 4-4, dopo la quarta frazione di gioco che si conclude 29-29. Nel quinto e decisivo set al 9 di Gazoz arriva in risposta un 8 di Nespoli che l’atleta turco sfrutta subito con due 10 per andare a chiudere il match sul 6-4.
Una sconfitta che tale non è, perché quell’argento sul petto di Mauro Nespoli brilla che è una bellezza e premia un atleta e un uomo che è arrivato in cima al mondo per la terza volta nella manifestazione sportiva più importante al mondo con il lavoro e il sacrificio che solo i grandi campioni conoscono.

LE DICHIARAZIONI
Mauro Nespoli in conferenza stampa: Un grande risultato per l’Italia, considerando che oltre all’argento era arrivato anche il bronzo di Lucilla Boari: “Sono veramente felice di aver vinto l’argento, perché non sento di aver perso l’oro. Il livello è stato sempre più alto di scontro in scontro e sono soddisfatto di come ho gestito la tensione. Per questo mi faccio i complimenti da solo per quello che sono riuscito a fare”. Alla domanda se aveva sognato la medaglia, Nespoli parla anche di come ha gestito la “notte prima degli esami”. “Non ho sognato, a dir la verità ho dormito piuttosto male, mi sono svegliato tante volte perché avevo il pensiero di non sentire la sveglia e perdere il pullmann delle 7. Ero in gara nel primo match, quello delle ore 9,00 e questo pensiero non mi ha permesso di riposare bene. Qui il sole sorge preso e in pratica dalle 4,30 del mattino ha atteso il suono della sveglia…”.
Che soddisfazione è per un atleta come te raggiungere questo risultato? “Abbiamo lavorato tantissimo per raggiungere questa medaglia. Ho avuto fiducia nel mio tiro e ho saputo rimettere in piedi una situazione complicata. Nonostante fosse la mia quarta partecipazione l’inizio non è stato buono, né in qualifica, né nella gara a squadre miste. Sono stato tradito dalle emozioni, ma poi sono riuscito a riprendere in mano la situazione e a scendere in campo nell’individuale tornando ai miei livelli”.
In un periodo storico contraddistinto dal Covid e da tante difficoltà, cosa può trasmettere alle persone uno sport come il tiro con l’arco? “Quello che stiamo vivendo è un periodo difficile per tutti: per persone vivono mille difficoltà e in molti sono poco propensi ormai a seguire le regole. Da questo punto di vista il nostro è uno sport che ha regole per la sicurezza e regole che permettono di renderlo anche bello da vedere. Lo sport in generale ti forma e ti insegna a rispettare le regole. In special modo una disciplina come la nostra. Come dice la parola stessa, la disciplina del tiro con l’arco credo che sia fantastica per imparare a gestire le restrizioni e per proiettarci a riprendere una vita normale”.

Fonte: Guido Lo Guidice, FITARCO